Ritorniamo oggi a offrire lo spazio a uno dei protagonisti di Punto di Vista. Paolo Occhipinti, “esperto di marketing” e possessore di Punto Evo da ormai quattro mesi, ci offre le sue considerazioni sulla strategia comunicativa che ha seguito il lancio della vettura.

“Volevo condividere con voi alcune considerazioni che ho avuto modo di fare in questi primi mesi di commercializzazione dell’auto e di mio uso.
Non mi soffermo su quanto hanno già scritto i miei colleghi anche perché ho letto con molto interesse i loro post e devo dire che le mie impressioni d’uso ricalcano in grandissima parte le loro, ma vorrei invece soffermarmi con voi sulla parte marketing.
Prima considerazione: Fiat ha rischiato…
Nessun costruttore aveva mai mantenuto tre vetture in contemporanea per lo stesso segmento. Tutti i testi di marketing che potrete leggere vi parleranno di “pericolo di cannibalizzazione” e di altre terminologie sempre più strane e tendenzialmente anglofone semplicemente per chiarire un concetto: presentare due prodotti potenzialmente concorrenti non fa altro che avverare il detto “tra due litiganti…”.
Ebbene Fiat ha pensato bene di presentarne tre! Mantenere la Punto Classic, la Grande Punto e la Punto Evo contemporaneamente sul mercato… sulla carta poco più che una follia. Invece i dati di vendita e quanto ho potuto verificare direttamente sul territorio danno ragione a Fiat ed al coraggio dimostrato.
Dati di vendita ottimi, anche al di sopra dell’aspettativa per Punto Evo, tenuta di Grande Punto e nicchie di mercato che trovano nella Punto Classic un’alternativa per esigenze di mobilità e necessità per le quali una Panda è poca e una Grande Punto è troppo.
Come ci è riuscita?
La chiave di tutto è comunicare correttamente al pubblico il fatto che si tratta di tre auto diverse pensate per esigenze, necessità e risorse economiche differenti. Vediamole in pillole.
Fiat ha vestito la Punto Evo con quanto di meglio ci potesse essere nella categoria (blue & me, interni rivisti, start & stop, hill-holder, sette airbag, mp3, navigatore etc.) orientandola verso un pubblico giovane, consapevole della tecnologia e che avrebbe potuto apprezzare tutto questo “software”.
Gli ha affiancato la Grande Punto che con una linea più tradizionale e pulita (disegnata dalla matita di Giugiaro, ricordiamolo) incontra i gusti di un pubblico più maturo che predilige l’”hardware” ma che vuole comunque una macchina al passo con i tempi.
Infine la Punto Classic cattura chi bada al sodo, chi desidera avere una macchina per risolvere un problema di mobilità, ma che bada all’essenziale ed al quale non bastano le capacità di carico della Panda, ma ha bisogno di un’auto più grande e capiente.
Il problema era comunicarlo correttamente… a questo riguardo ho avuto modo in questi mesi di parlare con molte persone e ho avuto modo di verificare che tutte hanno colto l’essenza del messaggio. La cartina al tornasole è che nessuna persona era indecisa se prendere la Punto Evo o la Grande Punto o magari la Punto Classic o la Grande Punto… no, la scelta era sempre tra uno solo dei tre modelli di Punto ed una concorrente diretta del mercato.
Questo dimostra che la comunicazione ha fatto bene il suo lavoro e che l’ufficio marketing Fiat si è “guadagnato la pagnotta”…;-)
Ho seguito assieme a voi sui principali media la fase del lancio del modello con i successivi richiami ed ora ci troviamo in una fase di “riposo”. Mi aspetto che di qui a sei mesi ci saranno almeno un paio di campagne che andranno a verticalizzare i temi di novità offerti da Punto Evo e consentiranno di esplicitare ancora di più le differenze tra i diversi modelli.”
Ringraziamo Paolo per il suo intervento, nei prossimi giorni pubblicheremo un nuovo intervento dei protagonisti di Punto di Vista e naturalmente vi mostreremo le immagini di Punto Evo al Salone di Ginevra (4 – 14 marzo 2010).
Dopo gli articoli del designer, dell’esperto di meccanica, del collaudatore e dell’appassionato entriamo nel mondo femminile con Erica Vespo, vincitrice della categoria “modelle” del concorso Punto di Vista, che ci racconta attraverso alcune fotografie come si svolgono le sue giornate a bordo della Fiat Punto Evo, dimostrando come sia adatta sia per la guida in città sia per raggiungere mete più impervie.

Uso quotidianamente la Punto Evo che ho ricevuto in comodato d’uso sia per raggiungere l’ufficio sia per andare a fare shopping: nel bagagliaio trovano comodamente posto tutti i sacchetti con i miei acquisti della giornata. Dato che sono una sciatrice nei week-end mi reco presso le piste innevate caricando sulla Punto Evo sci, scarponi e l’attrezzatura adatta a una giornata all’insegna dello sport: così posso sfruttare tutte le potenzialità dell’automobile.

Fiat Punto Evo si è mostrata una preziosa alleata per Erica, che la utilizza per andare dove preferisce, da casa a lavoro, dalla montagna alla città, con stile e in sicurezza.
Presto pubblicheremo gli altri interventi scritti dai vincitori di Punti di Vista, che analizzeranno la Fiat Punto Evo da altre prospettive.
Oggi ospitiamo sul blog lo sguardo di Antonio Di Nenno, designer e protagonista del concorso Punto di Vista. Antonio ci offre un’analisi dettagliata delle novità stilistiche degli esterni di Punto Evo.
Dal 1993 di strada ne ha fatta: dalle linee morbide della prima serie al design decisamente più tagliente della seconda fino alla svolta del 2005. Grande Punto inventa un nuovo segmento superando i 4 metri e ispirandosi nel frontale al look delle cugine Maserati. Grande presa d’aria centrale e muso tronco, gruppi ottici affusolati e parabrezza inclinato hanno conferito alla Grande Punto quel carattere di sportività ed eleganza proprio della migliore tradizione automobilistica italiana. L’EVOluzione non si è fermata qui, nel 2009 Punto continua il suo processo di affinamento verso la perfezione: stile con funzionalità, questo è il binomio che ha guidato il re-design di un prodotto già valido.

Il frontale risulta ridefinito dagli ampi fascioni paracolpi in tinte metcrome che proteggono la vettura e i pedoni in città e nei quali sono stati incastonati le luci di svolta; non saranno certo accattivanti come quelli in tinta, ma sicuramente assolvono la loro funzione senza per questo appesantire e impoverire l’immagine della vettura. Il baffo cromato, d’ispirazione chiaramente 500, sottolinea la fine del cofano motore e valorizza il logo Fiat, anche se personalmente ritengo che le dimensioni di questa cromatura avrebbero dovuto essere calibrate con più attenzione. Sempre sul frontale non trovo particolarmente convincente sia la forma dei fendinebbia circolari, sia la loro posizione piuttosto centrale che crea a mio avviso un certo contrasto e sovraffollamento data la presenza già di due corpi luce; magari si sarebbero potuti integrare nei fascioni insieme agli indicatori di direzione.

Nel posteriore sono i nuovi gruppi ottici a farla da padrona: il nuovo disegno abbraccia il lunotto e struttura il design del posteriore donando alla vettura un carattere hi-tech al passo con i tempi e la tecnologia led regala un tocco di sportività in modalità notturna da far impallidire la concorrenza. Una sola critica forse va fatta alla luce di retromarcia collocata troppo in basso per essere ben visibile in qualunque circostanza. Infine anche il logo Punto si evolve: abbandonato Mr Dot (l’omino stilizzato a forma di p) si passa ad una soluzione più tradizionale e già collaudata, ma comunque originale. Se infatti vediamo apparire sul portellone appena al di sotto del logo Fat il nome “Punto”, soluzione ormai nota nel panorama delle maggiori case automobilistiche, a ben guardare la “t” stilizzata da un punto e una linea identificherà i diversi allestimenti proprio al variare del colore del punto. In sostanza la Punto è stata, è e sarà comunque un successo commerciale e trovo che alla Evo vada riconosciuto il merito di non aver invecchiato di colpo le precedenti versioni. Adesso tocca al mercato valutare se l’EVOluzione sia riuscita.
Per leggere i contributi degli altri protagonisti di Punto di Vista, vi invitiamo a visitare la categoria specifica sul blog, l’album fotografico su Flickr e a unirvi al gruppo ufficiale su Facebook.
Oggi diamo spazio a Davide Staiano, vincitore di Punto di Vista nella categoria “esperto di meccanica”.
Come hanno già fatto i miei colleghi eccomi a dare un nuovo Punto di Vista sulla Punto Evo. In particolare cercherò il più possibile di interpretare il ruolo che mi spetta, senza sfociare in argomenti spettanti ai miei colleghi. Ecco quindi una descrizione di ciò che mi ha colpito: gli aspetti meccanici.
Premetto che, salvo qualche auto noleggiata per breve periodo, questa è la prima Fiat che mi fa compagnia per un certo tempo (siamo ormai a 5000 km). Di famiglia siamo sempre stati filo-stranieri e quindi che dire… sono cresciuto in un ambiente che esaltava la meccanica italiana solo per i successi delle vetture sportive e mai per quelli delle vetture di tutti i giorni. Ora però devo ricredermi di tutti i luoghi comuni che hanno plasmato il mio modo di vedere le Fiat! Ma andiamo con calma…

Innanzitutto, sin dai primi chilometri macinati tra le trafficate strade di Torino ho apprezzato la nuova Punto EVO per la silenziosità del 1.3 diesel da 75 CV, ottenuta grazie ad una buona insonorizzazione dell’abitacolo, ma anche alla gestione Multijet degli iniettori che permette una combustione meno martellante grazie a ben 5 spray di combustibile per ogni ciclo di lavoro del pistone. C’è da dire che in Fiat sono già arrivati alle 8 iniezioni per ciclo nell’ultima versione del 1.3 da 95 CV (provato sulla pista Quattroruote di Vairano), ottenute grazie all’adozione di iniettori piezoelettrici di nuova generazione.
Tornando alla “mia” vettura, è un’altra caratteristica che mi ha subito appagato: una straordinaria elasticità del motore. Infatti tutti i motori sovralimentati tendono ad avere dei vuoti a basso regime, di solito colmati con l’adozione della geometria variabile della turbina, che permette di adattarla meglio alle condizioni di carico richieste. Questo motore invece, pur dotato di turbina a geometria fissa, gode di una spinta piena sin dai 1500 giri/min, merito della tecnologia multijet ma anche delle 16 valvole che consentono un adeguata sostituzione dei gas combusti con aria fresca nel cilindro.
Questa elasticità la si fa apprezzare in particolar modo nell’uso cittadino, ed è resa ancor più gradevole dalla frizione estremamente leggera e dalla leva del cambio morbida, caratteristiche che rendono la guida di tutti i giorni estremamente piacevole e poco stancante.
Grazie a Davide per la sua recensione, nel suo prossimo intervento ci parlerà tra l’altro del cambio, dei consumi e delle emissioni della sua Punto Evo.
Continuiamo l’appuntamento con i protagonisti di Punto di Vista, oggi diamo spazio a Simone Coratti, che ci descrive il piacere provato alla guida della sua Punto Evo.
Tra parcheggi introvabili, traffico e inquinamento, l’auto ai giorni nostri sta diventando più un problema che un piacere e, di conseguenza, la passione di un tempo sta pian piano attenuandosi tra le nuove generazioni. Non è il caso mio. Di certo, aiutato dal fatto di non abitare in una grande città ma, bensì, in una zona dove le strade permettono di mantenere buone medie orarie e, soprattutto, dove non mancano le curve. Per questo motivo, è sempre stato importante per me trovare una vettura con cui avere un buon feeling di guida.

Da quando ho a disposizione la nuova Punto Evo ho realizzato quasi 6000 km, di cui la maggior parte qui in provincia. Da casa mia, località Monte San Giovanni Campano, mi muovo spesso tra Cassino e Frosinone (università e lavoro), Rocca d’Arce (il paese della mia ragazza) e le cittadine Sora e Isola del Liri (uscite con gli amici): nelle mie giornate passo molto tempo in compagnia della Evo. Ed ho scoperto che è un’ottima compagnia!
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Posto guida pressoché perfetto, posizione con volante verticale e seduta bassa, come piace a me. Nell’inserimento in curva, l’avantreno va preciso in appoggio non appena si dà un po’ di angolo allo sterzo, senza un evidente rollio; sono notevoli le doti di stabilità e sicurezza, che in questo periodo invernale ho potuto verificare anche sui fondi piuttosto viscidi e ghiacciati delle montagne vicine.
L’ottimo handling spesso ha il rovescio della medaglia: sospensioni rigide. Non è così per la Punto Evo. Mi ha sorpreso la risposta morbida sulle sconnessioni stradali e le buche improvvise non fanno troppa paura. Il compromesso è molto bel riuscito. Brava Fiat!
Si conclude qui il primo intervento di Simone, non esitate a porgli domande sul blog e sul gruppo su Facebook. Simone e gli altri protagonisti di Punto di Vista saranno felici di rispondere alle vostre curiosità.
Oggi iniziamo una nuova rubrica dando spazio ai protagonisti di Punto di Vista, che di settimana in settimana ci racconteranno la loro esperienza a bordo di Punto Evo. Il primo intervento è di Daniele Gratteri, il collaudatore che ci racconta le sue impressioni alla guida di Punto Evo 1.3. MultiJet 75 CV.
Il collaudo, alla Evo, di certo l’hanno già fatto in Fiat durante le fasi di progettazione e pre-produzione: immagino vetture, più o meno camuffate, girare con targhe prova su e giù per la penisola e, chissà, nel mondo, per contribuire alla messa a punto del modello. Ben altro tipo di collaudo è, invece, quello che può fare un acquirente: verificare che sia davvero tutto a posto.
Ad esempio, potreste trovarvi a dover affrontare con la Evo un viaggio da più di 1000 km, chiedendovi come si comporterà il nuovo acquisto: la risposta è una e positiva, benone! Infatti, nelle ultime vacanze di Natale ho avuto modo di recarmi da Modena a Gerace (RC), un viaggio da 1100 km circa, con la vettura del concorso Punto di Vista, spinta dal 1.3 MultiJet da 75 CV, con bagagliaio pieno e tre persone (me compreso).

Si può considerare questo viaggio come una sorta di rodaggio in quanto l’auto è partita con 1500 km scarsi, percorsi per lo più su tracciati urbani, per arrivare ad averne, tra andata, ritorno e giretti annessi, quasi 4000; il macinare km ha mostrato una (permettetemi il termine) “evoluzione” del motore.
Il comfort di viaggio è notevole e una volta trovata la posizione migliore si procede senza che insorgano dolori di alcun genere. Si sente la mancanza di una sesta marcia di riposo, in particolare se si considera che si tratta di un motore a gasolio che, con tutta probabilità, sarà scelto dal compratore con l’idea di risparmiare il più possibile: a 130 km/h si è sopra i 3000 giri. C’è, però, da dire che si può fare tutto il viaggio in quinta, vista la capacità di ripresa offerta dal turbo e l’elasticità del motore.
Il propulsore, con l’uso, ha guadagnato anche in accelerazione, probabilmente grazie ad una riduzione degli attriti interni: la prima impressione che mi aveva dato, di essere piuttosto fiacco, è venuta un po’ meno, di fatto risulta più brioso e scattante. Pure il cambio è diventato più preciso negli innesti.
Le prestazioni, in termini di consumi, sono state molto buone considerata la potenza del motore e il peso che doveva portarsi dietro: viaggiando mediamente a 130-140 km/h di tachimetro ai rifornimenti il consumo effettivo, calcolato sulla base dei km percorsi e dei litri caricati, era nell’ordine dei 15 km/l e, nel tragitto di ritorno, era tendenzialmente inferiore a causa dei miglioramenti sopra accennati; questi primi 4000 km percorsi hanno visto un consumo medio, tutto compreso, di 16,6 km/l.
Per quanto riguarda il resto ovvero sterzo, freni, assetto delle sospensioni… è tutto ben dimensionato, la frenata può essere molto potente all’occorrenza senza che la vettura si scomponga minimamente, non bisogna infatti dimenticare che c’è sempre il controllo dell’ESP.
Un piccolo neo? La vaschetta del liquido lavavetri. Se dovete affrontare un viaggio simile, in presenza di condizioni meteo sfavorevoli (che comportino, per esempio, sale sulle strade), tenete una riserva di acqua per rabboccare, o potreste ritrovarvi con i getti asciutti quando ne avrete bisogno.
Per il concorso Punto di Vista, nato dalla collaborazione con Quattroruote, abbiamo chiesto di mostrare le vostre passioni e il vostro talento: avevate dieci categorie in cui poter rientrare e dovevate mettervi in gioco rispondendo a delle domande e utilizzando tutta la vostra creatività.
Fiat e Quattroruote hanno selezionato i dieci vincitori: a ognuno è stata assegnata una Fiat Punto Evo in comodato d’uso gratuito per dodici mesi. La consegna delle vetture è avvenuta al Mirafiori Motor Village di Torino; il giorno seguente, sulla pista di Vairano, i finalisti hanno effettuato una prova su pista della vettura, realizzata assieme ai piloti e allo staff di Quattroruote e pubblicata nel numero di dicembre del mensile.
Vogliamo ora svelarvi i nomi dei finalisti, uno per ogni categoria: Simone Coratti (Appassionato d’auto), Daniele Gratteri (Collaudatore), Antonio di Nenno (Designer), Davide Staiano (Esperto di meccanica), Marco Mastrantonio (Operatore foto/video), Lucrezia Gioia (Giornalista), Paolo Occhipinti (esperto di marketing), Erica Vespo (Modella), Marco Giammarini (Modello) e Carla Carenzo (Pubblicitario).
Punto di Vista si conclude qui, ma da oggi daremo voce ai vincitori, che dalle pagine virtuali del blog si presenteranno e ci racconteranno le loro impressioni a bordo della Fiat Punto Evo.
Vi aspettiamo per la prima puntata di questa nuova avventura.
Intanto volete scoprire i loro volti?
Guardate le fotografie scattate durante le tre giornate finali di Punto di Vista.






