Pubblicato da: I Blogger di Punto ,
05-03-2010 – 11:51 am, in "Punto evo", punto di vista
Ritorniamo oggi a offrire lo spazio a uno dei protagonisti di Punto di Vista. Paolo Occhipinti, “esperto di marketing” e possessore di Punto Evo da ormai quattro mesi, ci offre le sue considerazioni sulla strategia comunicativa che ha seguito il lancio della vettura.
“Volevo condividere con voi alcune considerazioni che ho avuto modo di fare in questi primi mesi di commercializzazione dell’auto e di mio uso.
Non mi soffermo su quanto hanno già scritto i miei colleghi anche perché ho letto con molto interesse i loro post e devo dire che le mie impressioni d’uso ricalcano in grandissima parte le loro, ma vorrei invece soffermarmi con voi sulla parte marketing.
Prima considerazione: Fiat ha rischiato…
Nessun costruttore aveva mai mantenuto tre vetture in contemporanea per lo stesso segmento. Tutti i testi di marketing che potrete leggere vi parleranno di “pericolo di cannibalizzazione” e di altre terminologie sempre più strane e tendenzialmente anglofone semplicemente per chiarire un concetto: presentare due prodotti potenzialmente concorrenti non fa altro che avverare il detto “tra due litiganti…”.
Ebbene Fiat ha pensato bene di presentarne tre! Mantenere la Punto Classic, la Grande Punto e la Punto Evo contemporaneamente sul mercato… sulla carta poco più che una follia. Invece i dati di vendita e quanto ho potuto verificare direttamente sul territorio danno ragione a Fiat ed al coraggio dimostrato.
Dati di vendita ottimi, anche al di sopra dell’aspettativa per Punto Evo, tenuta di Grande Punto e nicchie di mercato che trovano nella Punto Classic un’alternativa per esigenze di mobilità e necessità per le quali una Panda è poca e una Grande Punto è troppo.
Come ci è riuscita?
La chiave di tutto è comunicare correttamente al pubblico il fatto che si tratta di tre auto diverse pensate per esigenze, necessità e risorse economiche differenti. Vediamole in pillole.
Fiat ha vestito la Punto Evo con quanto di meglio ci potesse essere nella categoria (blue & me, interni rivisti, start & stop, hill-holder, sette airbag, mp3, navigatore etc.) orientandola verso un pubblico giovane, consapevole della tecnologia e che avrebbe potuto apprezzare tutto questo “software”.
Gli ha affiancato la Grande Punto che con una linea più tradizionale e pulita (disegnata dalla matita di Giugiaro, ricordiamolo) incontra i gusti di un pubblico più maturo che predilige l’”hardware” ma che vuole comunque una macchina al passo con i tempi.
Infine la Punto Classic cattura chi bada al sodo, chi desidera avere una macchina per risolvere un problema di mobilità, ma che bada all’essenziale ed al quale non bastano le capacità di carico della Panda, ma ha bisogno di un’auto più grande e capiente.
Il problema era comunicarlo correttamente… a questo riguardo ho avuto modo in questi mesi di parlare con molte persone e ho avuto modo di verificare che tutte hanno colto l’essenza del messaggio. La cartina al tornasole è che nessuna persona era indecisa se prendere la Punto Evo o la Grande Punto o magari la Punto Classic o la Grande Punto… no, la scelta era sempre tra uno solo dei tre modelli di Punto ed una concorrente diretta del mercato.
Questo dimostra che la comunicazione ha fatto bene il suo lavoro e che l’ufficio marketing Fiat si è “guadagnato la pagnotta”…;-)
Ho seguito assieme a voi sui principali media la fase del lancio del modello con i successivi richiami ed ora ci troviamo in una fase di “riposo”. Mi aspetto che di qui a sei mesi ci saranno almeno un paio di campagne che andranno a verticalizzare i temi di novità offerti da Punto Evo e consentiranno di esplicitare ancora di più le differenze tra i diversi modelli.”
Ringraziamo Paolo per il suo intervento, nei prossimi giorni pubblicheremo un nuovo intervento dei protagonisti di Punto di Vista e naturalmente vi mostreremo le immagini di Punto Evo al Salone di Ginevra (4 – 14 marzo 2010).